Palazzo Ducale di Sassuolo




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Per il Palazzo Ducale di Sassuolo Bartolomeo Avanzini ripropose la classica tipologia del blocco avvolgente il cortile interno e, fatta eccezione per la demolizione delle precedenti costruzioni contenute nella corte, lavorò conservando il più possibile l'esistente (gli appartamenti cinquecenteschi a sud e a nord e i locali del pianterreno). Di particolare originalità appare invece la soluzione adottata per le antiche torri castellane, che furono tagliate appena sopra la scarpa ricavandone  quattro terrazze belvedere. Percorsi pensili, ricavati dai camminamenti di mura, completarono la trasformazione del castello in palazzo signorile.

Si creò così un organismo centripeto il cui punto focale fu posto nella Corte d'Onore. Alla corte, elemento di mediazione tra lo spazio interno e quello esterno,  si accedeva  dai tre fornici al centro della facciata, attraversando un primo cortile collegato allo Scalone d'Onore ed una loggia porticata.

La facciata fu realizzata tra 1644 e 1651 recuperando la cortina esistente e gli avancorpi delle torri demolite. Qui si riprese il tema delle tre arcate separate con paraste che sorreggono una balconata. Il piano terra fu frazionato dal motivo del bugnato piatto, le finestre del piano nobile furono invece caratterizzate dal frontone alternato triangolare e a pieno centro.

Sala delle Guardie - Palazzo Ducale

Impegnato a Sassuolo dal 1638 al 1656, Boulanger affrescò per prime la Camera della Fede Maritale, il Camerino dell'Innocenza, la Camera dei Venti e la Camera di Giove, le cui quadrature furono eseguite dal bresciano Ottavio Viviani. Terminati questi primi ambienti già nel 1640, il Boulanger passò agli altri ambienti del palazzo, coadiuvato da Angelo Colonna, Agostino Mitelli, Baldassarre Bianchi e Gian Giacomo Monti. E' alla particolare tecnica pittorica dei suddetti artisti (quadratura bolognese) che si deve la realizzazione di effetti scenografici la cui dinamicità illusionistica rompe la rigidezza del sistema architettonico del palazzo. Operarono non solo, come precedentemente ricordato, nei due cortiletti d'ingresso, nel cortile centrale e sulla parete di fondo nel vano dello Scalone, ma anche, e con straordinari risultati, nella Sala delle Guardie e nella Galleria di Bacco. Nella Sala delle Guardie, forse a causa della vastità della stessa,  mancò un'organica concezione architettonica: il gioco illusionistico è qui condotto in superficie. 

Parco Ducale

Il magnifico Giardino Ducale, "estensione vegetale" del Palazzo e, di conseguenza, luogo pubblico di rappresentanza volto alla celebrazione dell'immagine del Duca, raggiunse nel periodo di massima estensione i 10 km. di lunghezza. Oggi, dopo la devastante lottizzazione degli anni '60, rimane un'area più ridotta, ancora attraversata dal rettilineo che conduceva dall'ala meridionale del Palazzo al Belvedere, verso lo scenografico fondale naturale delle colline, 3700 mt. più a sud. La presenza di un giardino sul lato meridionale della rocca è attestata già durante il governo dei Pio, tuttavia nella storia del parco si distinguono essenzialmente due fasi, una seicentesca ed una settecentesca.

 

  

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