Il Tour dei 13 Castelli

 

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Il Castello delle Rocche
Comune di Finale Emilia

Il Castello delle Rocche mantiene intatto l'impianto quattrocentesco ed è il monumento che più si identifica con la città.
Fu costruito nel 1402 da Nicolò III d'Este che ne affidò i lavori a Bartolino Ploti, autore dei castelli di Ferrara (1385) e di Mantova (1395). Un fossato lo circondava su tre
lati, mentre sul quarto il fiume costituiva un naturale elemento di difesa.

 

La Rocca di San Felice sul Panaro
Comune di San Felice sul Panaro

La Rocca di San Felice assunse l’assetto attuale sotto gli Este. Nel 1340 il marchese Obizzo vi fece erigere la Rocca e nel 1406 il marchese Nicolò lo fece restaurare.
Concesse inoltre alla comunità un sigillo raffigurante due aquile sulle torri, che è ancora oggi lo stemma del Comune. San Felice subì devastazione ad opera di Gastone di Foix, e durante la guerra di successione spagnola ebbe dai francesi incendiato il Palazzo della Regione.
Nella visita alla Rocca non si manchi di visitare le prigioni, la stanza ora detta di Giulio II, la Mostra Archeologica “G. Venturini” e l’aula di educazione ambientale.

 


Il Castello dei Pico
Comune di Mirandola

Già verso l’XI secolo Mirandola si presenta come piccolo insediamento fortificato. Dal 1311 la famiglia Pico prende possesso del castello e della città. Nei secoli, progressivamente, il castello si ingrandisce: vengono ampliate e rafforzate le fortificazioni militari, e la città acquisisce una forma a pianta ottagonale. All’inizio del diciottesimo secolo città e castello sono teatro di eventi che determinano la fine della dinastia pichiana.

 

 

 

 

 

 

 

Castello di Carpi
Palazzo dei Pio di Savoia
Comune di Carpi

Un’antica leggenda vuole che Astolfo, re dei longobardi, avesse fondato la città di Carpi nell’VIII secolo. Sul primitivo nucleo abitato con al centro la chiesa della Sagra venne costruito il castello. Il Palazzo dei Pio è il risultato dell'aggregazione di diversi edifici databili a partire dal XIV secolo che hanno successivamente trasformato l’originaria struttura del castello in palazzo rinascimentale. rinascimentale.

La definitiva trasformazione del complesso in dimora principesca avvenne per opera di Alberto III Pio all'inizio del '500, quando il principe diede uniformità al palazzo secondo i canoni rinascimentali e l'intervento trasformò il complesso in una vera e propria corte rinascimentale raccolta intorno al maestoso Cortile d'Onore, d’ispirazione bramantesca che permette l’accesso alle sale interne riccamente affrescate con cicli decorativi databili tra XV e XVI secolo. Oggi il Palazzo ospita diversi istituti:
I Musei di Palazzo dei Pio composti dal Museo del Palazzo, percorso rinascimentale all’interno delle sale affrescate del palazzo con allestimento permanente di opere del XVI secolo; il Museo della Città.

 

 

 

 

 

 



Il Castello Campori di Soliera
Comune di Soliera

è la struttura architettonica che maggiormente caratterizza il tessuto urbano di Soliera. La sua costruzione risale agli Estensi che lo fecero realizzare intorno al XII secolo a scopo difensivo. Nei secoli successivi la rocca fu trasformata da disadorna fortezza in dimora signorile, ampliata e ulteriormente fortificata nel XIV e XV secolo dai vari signori che la abitarono; la vicinanza a sud con Modena e a nordest con Carpi ne fecero un obiettivo desiderabile tanto dagli Estensi quanto dai Pio: a lungo venne contesa dalle due case, quando nel 1635 venne elevata a marchesato e concessa a Pietro Campori, esponente di una nobile famiglia originaria della Garfagnana che, trasferitasi nel palazzo solierese, gli diede il proprio nome e ne rimase feudataria fino al 1796.

Completamente restaurato, il Castello è stato di nuovo inaugurato il 21 giugno del 2007.
Notevole è il valore artistico dell’edificio. Insieme ai due torrioni quattrocenteschi e agli stemmi araldici della famiglia Campori dipinti sul voltone d’ingresso, i pavimenti settecenteschi alla veneziana e una galleria elegantemente decorata da stucchi rappresentanti scene di vita mitologica, risalenti al ‘700, ne rappresentano gli elementi decorativi di maggior pregio

 

 

 

Il Castello di Formigine
Comune di Formigine

La maestosa rocca, nel X secolo si trovava una pieve dedicata a San Bartolomeo. Nell’area circostante, a partire dall’anno 1000, si sviluppò un cimitero segno della presenza di un villaggio vicino. Dalla metà del XIV secolo, le strutture difensive vennero ridimensionate e il borgo fu trasferito all’esterno della fortezza.
L’attuale configurazione del castello, con palazzo marchionale e parco interno inserito in una cinta muraria munita di quattro torri angolari e di un corpo di guardia, risale al ‘400 e a questo secolo si riferiscono alcuni decori presenti all’esterno e all’interno del castello, tra i quali sono da segnalare gli stemmi araldici dei Pio nella torre dell’orologio e l’affresco di “Nostra Donna della Rocca” collocato all’interno del palazzo marchionale.

 

 

 

 

 

La Rocca Rangoni
Comune di Spilamberto

L’emergenza storico-artistica più importante di Spilamberto, sorge su un complesso più antico, articolato intorno ad una grossa torre, principale nucleo difensivo del castello costruito nel secolo XIII dal Comune di Modena per contrastare i
Bolognesi. Assume forma di quadrilatero fortificato a pianta regolare con torri, merlature e caditoie nel 1353, quando il castello di Spilamberto viene donato alla famiglia Rangoni che ne diviene feudataria dal 1454. Originariamente orientata verso il fiume, dalla cui parte era l’ingresso principale, la Rocca conserva tracce dell’antico ponte levatoio e delle mura perimetrali. Tra i secoli XV e XVI la Rocca è residenza di Niccolò Rangoni, Signore di Spilamberto dal 1468 al 1500 e sposo di Bianca Bentivoglio.
Negli anni 1650/60 diviene abitazione dei Rangoni, che la trasformano da fortezza a residenza signorile. E’ il periodo di maggior splendore dell’edificio definito “vago palazzo” per la ricchezza di arredi e di “pitture di dentro, di fuori e nel cortile”.

 

 

Rocca di Vignola - Fondazione
Comune di Vignola

Il toponimo Vignola deriva dal latino “vineola”, che significa “piccola vigna” e, ancora oggi la pianta della vite compare nel gonfalone della città. Non si conosce con certezza l’anno di fondazione della Rocca, ma si può ragionevolmente supporre che sia stata edificata negli anni successivi alla fine della dinastia Carolingia per fronteggiare le invasioni degli Ungari, quando a difesa dei nuclei abitati vennero innalzate torri e recinti fortificati. La tradizione attribuisce all’Abbazia nonantolana l’erezione del primo fortilizio.

Castello di Levizzano Rangone
Comune di Castelvetro Rangone

Il Castello di Levizzano sorge nel meraviglioso paesaggio collinare dell’omonima frazione del Comune. Alla fine del secolo IX, si presentava come un semplice insediamento fortificato. La struttura consiste in una cinta muraria, al centro della quale è posta la cosiddetta “Torre Matildica”, mentre nella zona sud è ubicata una cappella dedicata ai SS. Adalberto ed Antonino, ora sconsacrata.
 

 


Castello di Spezzano
Comune di Fiorano Modenese

Le origini del castello di Spezzano risalgono all’epoca medievale: fossato, ponte levatoio e mura merlate sono testimonianze dei secoli XIII e XIV, una torre pentagonale attesta la sua vocazione difensiva. I signori Pio di Carpi dal 1529 trasformarono la struttura medievale nell’attuale palazzo signorile che ha il suo fulcro nella mirabile corte porticata rinascimentale, nella Sala delle Vedute e Galleria delle battaglie.
Il castello di Spezzano, nella sua sala più ampia, presenta un ciclo pittorico unico commissionato da Marco III Pio per celebrare la potenza economica della sua famiglia tramite l’esibizione di un catasto di beni immobiliari costituito da 57 vedute di torri, castelli e borghi.

 

 

 

Castello di Montegibbio
Comune di Sassuolo

La più antica attestazione del castello è l’atto del 980 con cui l’imperatore Ottone II conferma ai Canonici della Cattedrale di Parma il possesso del Castellum de Monte Gibuli, passato poi a Bonifacio di Toscana e a sua figlia Matilde di Canossa.
I Della Rosa, signori di Sassuolo che occuparono il castello all’inizio del Trecento rafforzandolo, governarono fino al 1375, quando gli abitanti si assoggettarono agli Este e Montegibbio fu compreso nella podesteria di Sassuolo. Ceduto col territorio sassolese a Giberto Pio di Savoia nel 1499, il castello fu abbandonato a seguito del terremoto del 1501.
Ancora in rovina, passò nel 1636 ai marchesi Boschetti, che lo ricostruirono, edificando il palazzo marchionale mentre l’attigua chiesa di San Pietro acquisiva al suo interno forme barocche.

 

 

 

 

Castello di Guiglia
Comune di Guiglia

Guiglia fu dominata dai Canossa fino al 1115. Alla morte di Matilde passò alla signoria dei Guiglia, dopo alterne dominazioni nel 1404 passò agli Estensi che lo infeudarono ai Montecuccoli a cui va attribuita l’ampia trasformazione in senso residenziale di cui rimangono a testimonianza le belle decorazioni a stucco della loggia d’ingresso.
Il castello è visitabile in esterno in quanto larga parte del complesso è in attesa di restauro e di una nuova destinazione.
Il paese si affaccia sull'ampia pianura percorsa dal fiume Panaro, dominandola e proprio per questo è definito il “Balcone dell'Emilia”. Buona parte del territorio comunale è inserito nel Parco Regionale di Sassi di Roccamalatina, ambiente naturale di grandissimo valore che si presta ad essere visitato.

 

 

 

 

Castello di Montecuccolo
Comune di Pavullo nel Frignano

 Il Castello di Montecuccolo, costruito sulla sommità del colle che sovrasta Pavullo, domina l’intera vallata del Frignano e costituisce il fulcro di un sistema di avvistamento insieme alle torri circostanti, tra le quali spiccano quelle ancora esistenti di Lavacchio, Gaiato e Torricella.
La torre del castello, costruita nel XII secolo, domina il cortile interno della rocca.
Il 21 febbraio 1609 nel castello vide la luce Raimondo Montecuccoli, stratega militare di levatura europea oltre che grande trattatista di arte bellica, considerato salvatore dell’Europa in virtù della battaglia vinta contro i Turchi in Ungheria, presso il fiume Raab (1664), in qualità di comandante degli eserciti imperiali del Sacro Romano Impero.


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